{"id":3338,"date":"2016-11-05T10:03:40","date_gmt":"2016-11-05T10:03:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.percheiosegno.it\/?p=3338"},"modified":"2018-02-01T10:07:29","modified_gmt":"2018-02-01T10:07:29","slug":"matrimoni-nella-tuscia-atto-secondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.percheiosegno.it\/en\/matrimoni-nella-tuscia-atto-secondo\/","title":{"rendered":"Matrimoni nella Tuscia &#8211; Atto secondo\u00a0"},"content":{"rendered":"<hr>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3337 alignnone size-full\" src=\"http:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_.jpg\" alt=\"\" width=\"1817\" height=\"2725\" srcset=\"https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_.jpg 1817w, https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_-600x900.jpg 600w, https:\/\/www.percheiosegno.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/dsc_0018.jpg2_-100x150.jpg 100w\" sizes=\"auto, (max-width: 1817px) 100vw, 1817px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Frugando nella libreria di casa in cerca di un vecchia raccolta di favole mi sono imbattuta in un &nbsp;cartoncino con scritto sopra Oggi Sposi. Al suo interno due foto, una con me ed i miei genitori tirati a lucido, l\u2019altra era dei novelli sposi immersi nel tulle della gonna di lei. \u201cCome cambiano le mode \u201c ho pensato. Ma quello che non cambia \u00e8 la tenerezza dei ricordi che affiorano da una vecchia foto; mi \u00e8 poi venuto in mente quel signore barbuto che passava per i tavoli al pranzo di matrimonio e tra un boccone e l\u2019altro ci riempiva di scatti. Mi sono chiesta se questa usanza esistesse ancora e dopo lunghe e oserei dire estenuanti ricerche ho scoperto che l\u2019arte di far foto ai matrimoni e consegnarle subito agli invitati si chiama Cerino. Ho cos\u00ec incontrato Erika, una giovanissima donna che, amando follemente la fotografia, ha deciso di reinventarsi e reinventare questo lavoro . Abbiamo parlato tanto di come funzioni il cerino, dal primo contatto con gli sposi alla distribuzione delle foto al banchetto. Ci vuole tatto e un gran sorriso. Spesso i matrimoni sono forieri di liti per vecchi dissapori familiari e basta una foto con un occhio storto per scatenare l\u2019inferno. Ma ci sono anche giornate entusiasmanti dove gli invitati non solo si prestano, ma non vedono l\u2019ora di farsi immortalare. Erika mi stupisce ancora. Mi racconta dell\u2019ultimo matrimonio dove ha scattato. La sposa aveva fatto allestire un red carpet con tanto di cartelloni in stile hollywodiano. Tutti gli invitati, bambini compresi, si erano divertiti a fare i vip per un giorno e le scorte di ribbon e carta fotografica previste per tre cerimonie erano finite prima del taglio della torta. Ogni matrimonio \u00e8 diverso dall\u2019altro, proprio come i protagonisti della giornata, ma tutti sono accomunati da quella voglia di stare insieme, festeggiare e perch\u00e8 no, portarsi a casa un ricordo fotografico. Date retta a me, meglio trovare dopo dieci o venti anni una bella foto che una bomboniera piena trash da dover anche spolverare.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frugando nella libreria di casa in cerca di un vecchia raccolta di favole mi sono imbattuta in un &nbsp;cartoncino con scritto sopra Oggi Sposi. 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